Via la cattedra! Ribaltare i paradigmi dell’apprendimento con la classe capovolta

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La flipped classroom, giunta nel nostro paese qualche anno fa, ha ormai acquisito cittadinanza italiana. Da noi si chiama classe capovolta e sta cambiando, anzi ribaltando, il modo di insegnare e di apprendere di un numero sempre crescente di docenti e studenti italiani.

Tanti i punti a suo favore: il lavoro per competenze, la centralità degli alunni, il cooperative learning, l’autovalutazione, l’inclusione, l’uso consapevole del digitale. Ne abbiamo parlato a Rimini, al Convegno Erickson “Didattiche 2018” nel workshop “Via la cattedra!”organizzato, ovviamente, in modalità capovolta.

Dopo aver brevemente spiegato tramite un video il metodo ai partecipanti (non potendo condividerlo in anticipo come nelle reali classi capovolte), li abbiamo coinvolti in un’attività pratica e cooperativa. Lavorare in modalità laboratoriale con 165 persone in uno spazio nato per presentazioni frontali è stata una sfida!

Abbiamo chiesto di realizzare un MEME sulla classe capovolta e di condividerlo sulla bacheca di un Padlet. Insegnanti di ogni ordine e grado si sono messi in gioco sperimentando nuove applicazioni e confrontandosi su un tema per molti nuovo. I risultati ci hanno stupito, sia per la bravura dei docenti coinvolti che per le riflessioni scaturite nell’attività di debriefing che ha concluso, come da prassi, la simulazione della lezione capovolta.

Impostando il workshop in tal modo, non siamo state noi a spiegare che cosa è la classe capovolta ai partecipanti (evitando così di “salire in cattedra”!), ma loro stessi sono giunti a definirne i punti chiave attraverso i MEME nati dalla condivisione di esperienze e dal confronto tra pari all’interno dei gruppi di lavoro. Vediamoli!

La classe capovolta si caratterizza per un maggior coinvolgimento degli alunni a scuola. Essendo occupati in attività pratiche e laboratoriali, non dovendo più semplicemente assistere ad una spiegazione, si sentono maggiormente partecipi e protagonisti dell’apprendimento.

Il ruolo dell’insegnante non è di certo sminuito in una classe capovolta, ma semplicemente cambia. Da protagonista della lezione frontale diventa tutor e guida dei suoi studenti durante le attività cooperative in classe accompagnando ogni fase dell’apprendimento con momenti di valutazione condivisa e formativa. Insegna inoltre ai suoi studenti ad utilizzare strumenti di autovalutazione.

Nella classe capovolta lo studente ha un ruolo attivo. La lezione non è subita ma partecipata attraverso il brainstorming didattico, gli approfondimenti, i laboratori, il compito autentico, il lavoro cooperativo. Tutto ciò sviluppa negli alunni autonomiasenso di responsabilitàmotivazione ed autoefficacia.

Tutti gli studenti ricevono attenzione nella classe capovolta perché è più facile, con questo metodo, realizzare un insegnamento personalizzato e inclusivole videolezioni sono strumenti più accessibili per tutti perché rispettano il ritmo e lo stile di apprendimento di ciascun alunno, il lavoro cooperativo offre occasioni all’insegnante per affiancare e supportare con più efficacia gli alunni in difficoltà, gli stessi compagni possono essere guida per i propri pari.

Condurre la classe capovolta prevede un cambio di prospettiva. Le attività cooperative andranno pianificate e avviate con cura. In questi casi, il vocio presente in classe è costruttivo poiché è un momento in cui gli studenti si confrontanocondividono le ideenegoziano e progettano insieme esercitando la competenza sociale e civica.

Nella classe capovolta gli studenti ricevono un’anticipazione della lezione tramite video o altri materiali da guardare o consultare a casa. Non si assegnano compiti ma solo brevi esercitazioni o test per verificare la comprensione dei video. Le attività sui video sono più semplici, piacevoli e di minore durata, ma soprattutto non hanno bisogno di supporto. Ai genitori di alunni che studiano in una classe capovolta, preventivamente informati dal docente sul funzionamento del nuovo metodo, capiterà spesso di vedere i propri figli eseguire senza sforzo le attività assegnate ed usare gli strumenti digitali non più solo per intrattenimento.

La classe capovolta può davvero fare la differenza per i nostri alunni. Il tempo liberato a scuola può essere efficacemente investito per sviluppare in loro le competenze necessarie ad affrontare le sfide del nostro secolo. Ricordiamo che il compito di noi docenti è preparare gli studenti per la vita e non per il grado successivo di scuola. I programmi (quali programmi?) e i loro contenuti spesso rappresentano un freno per chi, pur intenzionato a cambiare rotta, non osa “virare” perché andare controcorrente è rischioso e faticoso.

E allora cosa aspettiamo? Assumiamoci il rischio e affrontiamo la fatica (è il nostro lavoro) perché tutti gli studenti possano vivere meglio a scuola, ma soprattutto fuori dalla scuola!

Un grazie particolare a chi è stato con noi al workshop 🙃 … e anche a tutti gli altri!

Chiara Spalatro e Grazia Paladino