“Non ci stanno più dentro. Prospettive per un benefico esodo scolastico” con Paolo Mottana

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Chi è Paolo Mottana

Da sempre innamorato del pensiero e dell’azione negativi, erotici e
insubordinati, insegna, scrive e cerca di diffondere una filosofia dell’educazione e
dell’immaginazione appassionata e incarnata all’Università di Milano Bicocca. E’ cultore,
autore e promotore della pedagogia immaginale, che ha fondato (www.immaginale.com), e
della controeducazione, intorno alla quale redige un blog non sistematico
(www.paolomottana.it).
Tra i suoi scritti, Piccolo manuale di controeducazione,  (Mimesis, 2012), La controeducazione di James Hillman, (IPOC, 2013); Cattivi maestri. La controeducazione, di Scherer, Vaneigem, Bey, (Castelvecchi, 2014), La gaia educazione, (Mimesis 2015) La città educante. Manifesto dell’educazione diffusa. Come oltrepassare la scuola, (con Giuseppe Campagnoli), (Asterios, 2017) Educazione diffusa (con Luigi Gallo)
Manifesto dell’educazione diffusa

Di cosa parlerà al convegno

Ai ragazzi e ai bambini rinchiusi per anni nelle scuole a imparare soprattutto a disciplinare i loro corpi, immobilizzandoli e tacitandosi, divenendo obbedienti e incontrando il sapere come un mosaico frantumato di cui è impossibile rimettere insieme i pezzi, si vuole con l’educazione diffusa e gaia, proporre una via di compensazione e di riscatto. Riscatto fondato però su rigorosi principi: l’apprendimento che può essere raggiunto solo attraverso l’esperienza autentica e appassionata. La necessità di riconoscere e valorizzare bambini e ragazzi come soggetti a pieno titolo e non esseri incompleti che necessitano di un mondo caricaturale e finzionale, artificioso e normativo per crescere quando potrebbero benissimo iniziare a tessere gli elementi della loro soggettività partecipando, contribuendo e imparando nel vivo dell’esperienza sociale accanto a molte più figure e differenti rispetto a quelle che incontrano nel microcosmo scolastico.
Necessità infine di liberare i nostri cuccioli dal giogo scolastico rimettendoli in circolazione nel mondo, non solo perché siano un po’ più felici e trovino modo di incrementare la propria autostima in un mondo finalmente reale ma anche perché gli adulti ne hanno bisogno, le città ne hanno bisogno, i territori ne hanno bisogno per tornare ad essere luoghi ospitali per tutti, luoghi dove si incontrano le generazioni, per dialogare e comprendersi, per aiutarsi e per cementare un nuovo senso di responsabilità sociale e di solidarietà che oggi è in via di estinzione.