“Didattica laboratoriale della matematica” con Antonella Castellini

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“Didattica laboratoriale della matematica: classe o officina?”

Moderatrice: Roberta Coianiz

Il  laboratorio di matematica inteso “come momento in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte “ di cui parlano oggi le Indicazioni nazionali è il mio modo di concepire la didattica. In pratica la lezione in classe si svolge in un ambiente simile a quello della bottega rinascimentale in cui “La costruzione di significati è strettamente legata, da una parte,  all’uso degli strumenti utilizzati nelle varie attività,  dall’altra, alle interazioni tra le persone  che si sviluppano durante l’esercizio di tali attività “(UMI-CIIM 2003).

Possiamo dire che la classe si trasforma in una vera e propria “officina” come l’ha pensata Emma Castelnuovo che si esprime così in una intervista “ Non una matematica fredda ma una matematica appresa con i materiali, di cui poi si possano verbalizzare i passaggi e le scoperte fatte con poche parole semplici, chiare, legate all’esperienza.”

In quest’ottica saranno presentate alcune attività mostrando i materiali prodotti dagli alunni e come da essi stessi vengono utilizzati affinchè le esperienze pratiche siano nello stesso tempo significative e motivanti oltre che in grado di costruire concetti chiari e “puliti”, non farciti di misconcezioni.

In particolare si cercherà di far capire l’importanza della geometria dinamica; la staticità dei disegni facilita la creazione di misconcetti perchè limita l’alunno ad osservare un solo aspetto, non stimola la curiosità  e  soprattutto non permette di formulare congetture e di costruire argomentazioni. Per contro la dinamicità di un modello concreto permette all’alunno una esplorazione diretta: così facendo si sposta il focus dal prodotto al processo perché si possono osservare proprietà che spesso sfuggono e cercare relazioni tra esse.

Inoltre fare laboratorio permette l’inclusività perché significa poter pensare ad un apprendimento che segue una progettazione individuale, ma che al tempo stesso utilizza il confronto con gli altri come modello e il contesto come sfondo e motivazione per imparare.

Antonella Castellini è laureata in matematica nel 1980 presso Università degli studi di Siena, insegna nella scuola secondaria di primo grado. Si interessa di didattica della matematica e di formazione docenti. Dal 2006 tiene laboratori presso l’Officina matematica di Emma Castelnuovo.

Ha svolto il ruolo di formatore e di tutor nei progetti nazionali m@t.abel e PQM con Indire Ha conseguito due master in didattica della matematica. Ha ricoperto il ruolo di tutor coordinatore nel TFA per l’Università di Siena. Autrice per una rivista nazionale di didattica per la scuola primaria. Svolge attività di ricerca-azione anche a livello internazionale nell’ARMT. Coautrice di diverse pubblicazioni su esperienze didattiche. Ha svolto il ruolo di esperto per la costruzione di curricoli verticali in vari istituti e per un progetto triennale della Regione Toscana. Ha fatto parte del consiglio direttivo del GFMT per due mandati . Collabora con il CNIS per la formazione sulla didattica inclusiva.
Vincitrice del premio UMI S. Cotoneschi per docenti scuola secondaria di primo grado che si sono distinti per la diffusione dell’educazione matematica tra i giovani, puntando su nuove metodologie di insegnamento.

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